FRANCESCO DA TOLENTINO



Trittico (Melfi, Cattedrale)

Tolentino (not. 1425 - 1435)

Nato a Tolentino come attesta il nome, non si conosce al momento alcuna sua vicenda in questa città che lasciò, probabilmente molto giovane, per l'Umbria da dove si trasferì in Campania, prima a Napoli e poi in vari centri periferici, e in Puglia (Agro Nolano, Melfi, Serracapriola). Qui sono presenti le opere a lui attribuite, molte delle quali datate e firmate. Fu forse allievo di P. Paolo Agabiti ma in esso si scorge anche l'influenza di Antonio Solario e della scuola umbra in genere.

back

 

MARCHISIANO DI GIORGIO



La Deposizione


La Crocifissione

Tolentino (not.1498-1534)

Resosi colpevole di omicidio, fu condannato a morte ma poi graziato da papa Giulio II. Pittore rinomato tanto da avere nella sua bottega Giovanni Andrea de Magistris, uno degli esponenti della scuola di Caldarola, fu, nel 1506, autore della frescatura della Cappella di San Catervo, finora attribuita a Francesco da Tolentino. Qui mostra gli influssi della scuola umbra in genere con frequenti richiami al Pinturicchio e al Perugino. Sua è anche la lunetta con "Deposizione", facente parte di una grande pala d'altare eseguita nel 1518 per la chiesa di San Nicola. L'opera è conservata nel Museo dell'Opera della Basilica.

back

 

GIUSEPPE LUCATELLI



Affreschi (Teatro Vaccaj)

Tolentino 1751-1828

Nacque nella vicina Mogliano dal tolentinate Filippo, medico condotto in quella località. Dopo aver studiato pittura a Roma presso il Mengs ed  il Conca, si stabilì a Tolentino dove progettò il teatro Vaccaj che arricchì con affreschi e tele sistemate nei prospetti dei palchi di primo ordine conservate ora presso il Palazzo Comunale. Qui è inoltre presente la grande tela rappresentante le "Tre Grazie". Fu insegnante di disegno presso le scuole di Macerata, Tolentino e Fermo. Nel 1803 fu inviato a Parma da Napoleone Bonaparte perché copiasse i celebri affreschi del Correggio esistenti nel Monastero di S. Paolo, allora quasi completamente sconosciuti e non visibili perché situati in ambienti sottoposti a rigida clausura.

back