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skyphos
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I materiali conservati,
testimonianza archeologica direttamente pertinente alla più antica storia
della città e al suo territorio, provengono per la gran parte dai
contesti di scavo ottocentesco e da rinvenimenti isolati dal Comune.
Tra i materiali litici presenti da notare l’amigdala in selce rossa
databile al Paleolitico inferiore, la serie di punte di freccia del
Neolitico ed Eneolitico e le 16 asce di pietra levigata.
Dalle Necropoli scavate negli anni 1879-1884 e tutte situate al di fuori
dell’attuale centro storico provengono i reperti più significativi per
la storia dell’antico sito, ascrivibili alla civiltà picena, fiorita
durante l’età del ferro dal IX al III sec. a.C. nella zona compresa tra
i fiumi Foglia e Pescara ed il tratto appenninico.
La Necropoli Rotondo ha restituito il corredo di VIII sec. a.C. con
fibula a sanguisuga, ribattini e fibula con nucleo di ambra; interessanti
i corredi delle cinque tombe della Necropoli Bura con circoli di
pietre, datate al VII sec. a.C. tra cui una fibula a drago con antenne,
pendagli e vasi d’impasto; dalla Necropoli Benadduci il corredo
della T. 23 di età orientalizzante con carro da guerra e morsi di cavallo
in ferro; dalla Necropoli S.Egidio corredi del VI-IV sec. con
prodotti di importazione etrusca, tra cui lo stamnos della tomba 8.
Notevole anche il corredo della tomba detta di Porta del Ponte con
vasellame bronzeo etrusco ed una serie di anse figurate con signore dei
cavalli di produzione locale.
Belle le ceramiche attiche provenienti dalla Necropoli Settedolori,
a figure nere (tombe 31-40) a figure rosse (t. 22) il cratere a colonnette
e la kylix da riferire alla scuola del pittore di Pentesilea,
fibule e ornamenti vari.
Tra i materiali sporadici dal territorio numerose fibule a sanguisuga e
pendagli di tipo piceno, vasellame ed armi bronzee, un bronzetto di Ercole
con clava, un’anfora greca a figure nere (Pittore vicino al gruppo di
Leagros di fine VI sec. a.C., uno skyphos greco a figure nere e due
specchi etruschi datati al 300 a.C..
Per il periodo romano numerose lucerne, pesi, un’ermetta in marmo, la
grande statua marmorea di età flavia, riferibile a Giulia figlia di Tito,
rinvenuta nel 1508 in contrada S. Egidio ed un’ara di età flavia con
bucrani ed encarpo di foglie fiori e frutta.
Appartiene al Museo Civico anche il Lapidarium, ricca raccolta di
epigrafi latine, per la gran parte di I sec. d.C. che costituiscono
importante testimonianza del periodo romano della città.
A queste se ne aggiungono alcune di epoca tardo-antica e medievale, sempre
dal comprensorio del Comune, tra cui l’iscrizione relativa alla
costruzione del "Ponte del Diavolo" del 1268 ed un cippo etrusco
con iscrizione.
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